HALLEY VIGOR MATELICA-CHEMIFARMA BASKÉRS FORLIMPOPOLI 76-87 (21-22, 39-48, 61-61, 76-87)

HALLEY VIGOR MATELICA-CHEMIFARMA BASKÉRS FORLIMPOPOLI 76-87 (21-22, 39-48, 61-61, 76-87) HALLEY VIGOR MATELICA: Marrucci 9, Pacini NE, Panzini 3, Mentonelli, Fea NE, Dell’Anna 2, Eliantonio NE, Mazzotti 10, Mariani 23, Mattarelli 10, Mozzi 19. Coach: Trullo.
CHEMIFARMA BASKÉRS FORLIMPOPOLI: Borciu 2, Brighi A. 12, Brighi L. NE, Ruscelli 10, Sampieri 4, Vico 23, Apparuti, Benzoni 11, Giudici, Fin NE, Bracci M. 10, Bracci J. 15. Coach: Tumidei.
Arbitri: Desideri di Viterbo (VT) e Lisotta di Pesaro (PU)
Note: Circa 450 spettatori. Una dozzina da Forlimpopoli. Fallo antisportivo a Sampieri a 3:20 dall’intervallo, a Matteo Bracci a 7 minuti dalla fine del terzo quarto e a Ruscelli a 7:26 dalla fine. Mozzi uscito per 5 falli a 3:35 dalla fine. Tecnico a Mazzotti a 1:06 dalla fine. All’inizio del diciassettesimo secolo, il poeta inglese John Donne scrisse dei versi indelebili, nei quali affermava che non ci si dovesse mai chiedere per chi suoni la campana, alludendo alla caducità della vita e al senso di solidarietà che dovrebbe esistere tra tutti gli esseri umani di fronte alla morte. Eppure a volte ci si può permettere di contraddire il famoso poeta britannico e porsi ugualmente questa domanda. Ecco, oggi è uno di quei momenti. E questo perché nella gara tra Matelica e i Baskérs una campana in effetti è suonata, ma, al contrario di quanto la maggior parte degli scienziati del basket avrebbe potuto pensare, la sentenza non riguarda affatto i Baskérs, anzi. Sono stati proprio i ragazzi di coach Tumidei a suonare le campane che hanno decretato la prima sconfitta interna di una Matelica sepolta sotto un’autentica valanga di canestri. Impresa vera dunque quella compiuta dalla formazione artusiana, che nonostante il momento negativo, gli acciacchi fisici e la difficoltà di un confronto sulla carta proibitivo, riesce a rialzare la testa, trovando la seconda vittoria in trasferta, tingendo l’appena inaugurato Palasport marchigiano di rossonero e vendicando l’ingiusta quanto beffarda sconfitta dell’andata. Di fronte agli infortuni di Lorenzo Brighi e Fin coach Tumidei è costretto a fare di necessità virtù, sperimentando un quintetto mai visto prima nel corso di questa stagione, con entrambi i fratelli Bracci in campo contemporaneamente e la partenza fra i titolari anche del giovane Giudici. L’inizio, come spesso è accaduto ai Baskérs nel corso di questa stagione, è tutto tranne che positivo: Matelica entra in campo convinta di fare un sol boccone degli incerottati rossoneri, e trova con semplicità il canestro grazie a 5 punti di Mozzi. Il contropiede di Mariani costringe un insoddisfatto coach Tumidei a fermare la partita quando il punteggio recita 11-4 per i padroni di casa. La gara sembra incanalarsi subito sui binari marchigiani, ma al rientro dal minuto di sospensione la musica cambia drasticamente: il coach artusiano prepara una zona che mette in difficoltà i padroni di casa e i canestri ad alta percentuale dei fratelli Bracci (15 punti per loro in due nel solo primo quarto) rispondono a Mozzi, autentico protagonista del primo quarto con 12 punti. 5 punti in fila di Vico danno ai Baskérs il primo vantaggio della gara sul 18-22, simile al 21-22 di fine primo quarto. Nel secondo quarto i ragazzi di Tumidei si trasformano nell’Olimpia Milano e iniziano a macinare gioco con una qualità sopraffina: Antonio Brighi mette la tripla del 21-25, un solido Sampieri si fa valere e realizza 4 punti per il 28-34 e i 5 punti di Benzoni, prima in fade away e poi con la tripla dall’angolo, valgono ai Baskérs il massimo vantaggio sul 30-41. Matelica prova a rifarsi sotto dalla lunetta, ma altri 5 punti di un sontuoso Vico, con tanto di tripla di tabella sulla sirena, mandano le 2 squadre al riposo sul 39-48. Il terzo periodo comincia nel segno dell’equilibrio: ai 5 punti di Mozzi rispondono il canestro dall’angolo di Matteo Bracci e i primi due punti del neoacquisto Borciu (al debutto con la maglia rossonera) con i Baskérs che tengono due possessi pieni di vantaggio sul 46-52. Ruscelli si sblocca dal campo e segna la tripla del 46-57, ma a quel punto il meccanismo offensivo dei Galletti s’inceppa: Matelica inizia a trovare il canestro con troppa facilità e grazie una tripla da distanza siderale di un fin lì sonnecchiante Mariani si porta sul 56-57, costringendo coach Tumidei a fermare la gara per arginare l’uragano della formazione di Trullo. Al rientro in campo Mariani trova anche il sorpasso dalla lunetta, ma la penetrazione di Vico vale il 61 pari con cui si va all’ultima mini pausa. Nel quarto periodo il peso della posta in palio si fa sentire, da ambo le parti i canestri paiono tappati e le mani tremano. Dopo alcuni minuti dove i totem delle due squadre Jonas Bracci e Mozzi sono in panchina per falli, la battaglia esplode con un’intensità degna di un duello sotto le mura di Troia. Ecco che all’improvviso Antonio Brighi si risveglia dal torpore e mette due triple da entrambi gli angoli, con Ruscelli a seguirlo a ruota: sul 67-72, un preoccupato coach Trullo sceglie di rifugiarsi in un disperato timeout. Ma nulla può fermare i gladiatori artusiani: con uno spirito di squadra a tratti commovente i Baskérs trovano prima il +7 con i liberi di Jonas Bracci e poi, dopo un triplo errore da sotto canestro dei padroni di casa, la tripla del +10 targata Sebastian Vico, autentico MVP con ventitré punti. Il recupero con canestro di Mariani riaccende le speranze del caloroso pubblico di casa, ma i ragazzi di Tumidei sono una squadra in missione che segue fino alla morte il proprio astuto condottiero: la tripla da 8 metri di Antonio Brighi sa tanto di sentenza finale e fa risuonare per tutta Matelica la già citata campana che fa da sottofondo al rumore dei chiodi, quelli piantati sulla bara della Vigor dai nostri ragazzi. I liberi di Ruscelli e Vico completano il capolavoro: finisce con un roboante 76-87, fra i festeggiamenti dei supporters rossoneri, pochi ma buoni, giunti a Matelica nonostante le quattro sconfitte in fila. Non c’è alcun bisogno di commentare ulteriormente questa vittoria, definibile non a torto l’ottava meraviglia del mondo; un capolavoro concretizzato alla grandissima da un gruppo capace di mandare ben sei uomini in doppia cifra e di sconfiggere la sfortuna con la virtù e la dedizione anche se, va sottolineato, il merito forse più grande va a un coach Tumidei capace, nonostante le rotazioni più che ridotte, di incartare tatticamente quello che è a mani basse il miglior allenatore del girone D. Un exploit tanto imperiale quanto il Colosseo, tanto suggestivo quanto un quadro di Monet e tanto duraturo quanto le antiche piramidi di Giza. In altre parole, semplicemente eterno. Ora però non ci si può rilassare, poiché la tempesta è appena cominciata: i Baskérs sono attesi da altre tre partite dall’elevatissimo coefficiente di difficoltà, la prima delle quali contro l’attuale capolista Porto Recanati, già battuta a domicilio all’andata. Torneremo finalmente a casa per tentare di regalarci un’altra notte da sogno contando soprattutto sull’appoggio di un PalaGiorgini gremito e determinato a spingere sempre più in alto una squadra che, finalmente, è uscita a riveder le stelle.